amarilloart gallery1
amarilloart gallery2
amarilloart gallery3
amarilloart gallery4

tonino_guerraSantancargelo - Pennabilli, 21 - 25 marzo 2012
Addio a Tonino Guerra, con i mandorli sono in fiore...

Se ne è andato nella Giornata mondiale della Poesia e primo giorno di primavera, il 21 marzo. Tonino Guerra si è spento là dov'era nato, a Santarcangelo di Romagna, pochi giorni dopo il suo 92° compleanno.


Amarillo Art lo aveva incontrato esattamente due anni fa nelle celebrazioni organizzate dall’Accademia Mondiale della Poesia in occasione del suo 90° compleanno e Mario Alvar-ez gli aveva fatto dono di un “mate” come simbolo dei poeti latino-americani.


mate_poeti_latinoamericani

Anche oggi, 25 mazo, Mario Alvar-ez era presente con i tanti amici, compaesani ed estimatori per l’ultimo saluto al grande poeta.
Una lunga processione dalla Cattedrale alla Casa dei Mandorli per l’ultimo saluto. Pennabilli ha dato l’addio a Tonino Guerra, che da oltre trent’anni aveva deciso di abitare in Valmarecchia. Dopo Santarcangelo con il funerale laico, oggi è stato il giorno della cerimonia religiosa.

Alle 15.30 la piazza che ospita la Cattedrale era già piena di gente, con i pennesi seduti su sedie ricoperte da cuscini con i disegni di Guerra. Una ragazza del paese passa fra le file con un cesto pieno di cartoncini con tre poesie stampate, da distribuire fra i presenti. Davanti alle autorità (sindaci, il presidente della Regione Vasco Errani e il presidente della provincia Stefano Vitali), il vescovo Luigi Negri ha officiato la cerimonia con un’omelia a ricordare “l’amico Tonino”. “Un vero operatore di pace – ha detto – un cantore del suo popolo, della natura, dell’arte, della tradizione artistica”.

Finita la preghiera, è iniziata la benedizione accompagnata dalle musiche dell’Ave Maria di Piazzolla. Gli ultimi saluti delle tante persone alla moglie Lora e al figlio Andrea. Poi, sulle note della Manon Lescaut, parte la processione verso l’ultima tappa del viaggio del poeta: la casa di Tonino e Lora ribattezzata Casa dei Mandorli. Un lungo corteo che si avvia sulla salita colorata da alberi e piante fiorite. Nel giardino sono imbandite tavole con vino, bevande, piadine. In religioso silenzio sono in tanti ad inerpicarsi nel punto più alto del giardino: lì si trova la roccia con una fessura dove sarà depositata l’urna con le ceneri del poeta. Il paesaggio che si vede da lassù è incantevole, infinito. Tonino Guerra l’ha scelto come la sua ultima volontà. E la sua ultima casa.


Era nato il 16 marzo del 1920 nel cuore della Romagna, "un'infanzia con le strade di terra battuta e le siepi con piccoli uccelli". Studia nel suo paese, a Forlimpopoli e poi a Urbino, insegna a scrivere alla madre analfabeta. Con la famiglia, in tempo di guerra, è sfollato in una casetta sul fiume Uso. Il padre, raccontava spesso, lo manda a Santarcangelo a portare qualcosa da mangiare al gatto che avevano lasciato solo in casa. E' lì che i tedeschi lo catturano e lo deportano nel campo di concentramento di Troisdorf, in Germania. E' il 1943. Torna a casa nel '45, "i miei mi credevano morto". E' nel campo che incontra un gruppo di deportati romagnoli che gli chiedono di raccontagli storie nel loro dialetto. Lui racconta loro delle storie ma compone per loro anche delle poesie. Finiscono in I scarabòcch, un libretto con la prefazione di Carlo Bo, che conosce durante gli studi a Urbino dove si laurea in Pedagogia. Quel libretto lo accompagna quando si sposta a Roma in cerca di lavoro.

E se già è membro del circolo di poeti "El circal de giudeizi", "Il circolo della saggezza", è con l'attività di sceneggiatore, iniziata con il trasferimento a Roma nel 1953, che Guerra raggiunge la popolarità. Il cinema approfitta delle sue parole, all'inizio degli anni Sessanta lavora con Antonioni a L'avventura, La notte, L'eclisse e Deserto rosso. Collabora a Matrimonio all'italiana di De Sica e con lui realizza anche I girasoli, nel '70. Ma i capolavori li firma con Fellini. Amarcord nel '73, dieci anni dopo E la nave va. Lo vogliono pure Angelopoulos, Monicelli, Wenders.

Ma il cinema non arresta la produzione poetica. Da I bu, raccolta di tutte le sue poesie in romagnolo con un saggio di Gianfranco Contini, alle storie in italiano pubblicate da Bompiani. Torna al dialetto con Miele, tradotto anche in Francia, scrive una favola in italiano con l'idea di raccontare un viaggio incantato in Georgia, ex Unione Sovietica. Paese con il quale ha un legame familiare: sua moglie è russa. Scrive anche un poema, La capanna. La sua è una produzione sconfinata che ha inciso profondamente nella cultura del nostro paese.

Torna in Romagna negli anni Ottanta, poi dall'89 si stabilisce a Pennabilli (ne diventerà cittadino onorario), "dove mio padre portava frutta e verdura, prima con i cavalli poi con un piccolo camion che, tornando a Santracangelo, riempiva di carbone e legna". Continua con la poesia ma sin dedica anche all'architettura del paesaggio. Disegna fontane, piazze, scalinate non solo per Santarcangelo ma per tutta la sua terra. Dipinge, crea installazioni artistiche - giardini-museo e mostre permanenti - che ribattezza "I luoghi dell'anima", con quei nomi che sono titoli di poesie, "L'orto dei frutti dimenticati", "Il rifugio delle Madonne abbandonate", "La strada delle meridiane", "Il santuario dei pensieri", "L'angelo coi baffi", "Il giardino pietrificato", "L'albero della memoria". Un amore infinito, quello per la sua terra, della quale diceva "mi piace se piove o anche quando la nebbia copre completamente la valle del piccolo affluente del Marecchia, il Messa, e io ho l'impressione di vivere con me stesso".

 

AmarilloArt

AmarilloArt è un’associazione, un laboratorio culturale, che promuove l’arte e la creatività in tutte le sue forme.
Oltre alle attività e alle iniziative artistiche organizzate da AmarilloArt Gallery, si occupa della diffusione e dell’approfondimento di notizie culturali con AmarilloArt Magazine, della promozione di iniziative legate al libro e alla letteratura con AmarilloArt Letteratura e di tante altre attività, che troverete in parte documentate in questo sito.  [Condizioni d’uso e Privacy]  [Cookie Policy]

 

 

Contatti

 
Scrivici a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
 
+39 05221601249

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione Cookie Policy.