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Macbeth regia di Robert WilsonBologna, 5 febbraio 2013
Il Teatro Comunale celebra i suoi 250 anni con il Macbeth
di Verdi nell’interpretazione di Robert Wilson

L’anniversario del Teatro Comunale porta la firma di Robert Wilson, regista dell’attesissimo Macbeth di Giuseppe Verdi che ha esordito a Bologna e che è stato il protagonista assoluto in città.


Il capolavoro verdiano, che inaugura la Stagione in cui si celebrano i duecento anni della nascita del grande compositore di Busseto, è una nuova produzione del Teatro Comunale di Bologna, realizzata in coproduzione con Change Performing Arts - Milano e in collaborazione con il Theatro Municipal di San Paolo del Brasile. Il Maestro Roberto Abbado dirige l’Orchestra e il Coro del Teatro Comunale di Bologna.
La regia, le scene e l’ideazione luci sono di Robert Wilson, regista e drammaturgo americano, ma anche coreografo, pittore, scultore, video artista, designer di suono e luci, noto soprattutto per la collaborazioni con Philip Glass in “ Einstein on the Beach”.


Macbeth regia di Robert Wilson

Opera centrale nella linea progettuale della Stagione 2013 – una stagione che, oltre ai festeggiamenti per i 250 anni della Fondazione e i 200 anni della nascita di Giuseppe Verdi e Richard Wagner, intende rendere internazionale la propria proposta artistica e “trasformare la grande eredità del repertorio lirico in materia viva anche alle nuove dimensioni culturali del nostro tempo” – Macbeth di Giuseppe Verdi è affidata a due grandi protagonisti della scena musicale e artistica internazionale: Roberto Abbado alla direzione musicale e Robert Wilson alla regia, entrambi al loro debutto nel titolo verdiano.   

La scelta di Robert Wilson per la regia dello spettacolo inaugurale è dovuta a due ragioni principali: la prima è legata alla straordinaria immaginazione innovativa, multimediale e visionaria che lo contraddistingue e che si sposa perfettamente con il paesaggio visivo onirico e allucinato evocato da un titolo quale il Macbeth verdiano; la seconda è legata al determinante lavoro svolto dal regista texano nel corso della sua lunga carriera sul teatro di William Shakespeare, che rende questa nuova interpretazione particolarmente interessante sul piano del contributo all’avanzamento delle forme di rappresentazione del grande repertorio drammaturgico-musicale.


Robert Wilson con Mario Alvarez
Robert Wilson con Mario Alvar-ez alla prima del 5 febbraio.


Robert Wilson ritorna al Teatro Comunale dopo il grande successo dell’allestimento di Madama Butterfly dell’ormai lontano 1996, definito dal New York Times come “una pietra miliare del teatro sperimentale mondiale”. Nelle atmosfere di questo nuovo Macbeth verdiano, titolo con il quale l’artista si cimenta per la prima volta, l’immaginario wilsoniano, come sempre immerso in un paesaggio visivo caratterizzato da un magistrale impiego delle luci, propone i fondamentali della sua estetica, basata principalmente su luce, spazio, essenzialità di gesti. “Il mio teatro – spiega Wilson nelle note di regia – è un teatro formale. Secondo me nel teatro tutti gli elementi rivestono la stessa importanza: movimento, danza, gesti, costumi, trucco, architettura, scultura, design, luce, testo, musica…[…] Non mi interessa la psicologia sul palcoscenico. Non ho un “messaggio”. Non cerco una “interpretazione”. […] L’opera di Verdi è molto precisa, non ha una sola parola o nota superflua, è molto concentrata e molto complessa. Per consentire a questa forza di camminare, bisogna avere molta cura di non dire un milione di cose al contempo. La superficie deve essere sobria ed accessibile. A questo punto si può rivelare la complessità. Non significa che non abbia senso, è colma di senso. […]”.

I festeggiamenti per i 250 anni del teatro arrivano in un momento difficile per gli enti lirici (di pochi giorni fa il commissariamento del Maggio Fiorentino a causa dei conti in rosso) e negli appuntamenti “dell’anno dei centenari” si cerca nuovo slancio. «Sono convinto che bisogna mettere il tema della vita culturale, e delle produzioni artistiche, al centro della città - dice il sovrintendente Ernani nell’intervista che è uscita nell’Album di Repubblica - il teatro svolge un servizio pubblico e le dinamiche costiricavi vanno considerate come rapporti costibenefici. Mi sento di dire che per la prima volta intorno al teatro c’è piena condivisione».  Il “compleanno” del Comunale, insieme alle celebrazioni per Giuseppe Verdi e per Richard Wagner, promette di convogliare sulla lirica l’energia che la città sa esprimere, come si è visto nei giorni di Arte Fiera.

Macbeth regia di Robert Wilson


Il legame tra lirica e arte contemporanea è affidato infatti alla mostra dello stesso Wilson - “E dei Gufi udii lo stridere” - che h aperto i battenti ieri in via Farini, a Casa Saraceni. E di cui c’è stato un primo “assaggio” proprio durante i giorni di Arte Fiera.
Al taglio del nastro era presente il regista stesso. Le installazioni video realizzate a partire dal volo di 15 gufi reali che “avvolgono” il visitatore evocano il mondo notturno e popolato di spettri della tragedia.
Ieri Wilson è stato anche ospite al Lumière, prima di recarsi a Palazzo Saraceni. La Cineteca ha salutato il maestro del teatro sperimentale con la proiezione del documentario “Absolute Wilson” e del film “Robert Wilson. Amlet  A Monologue”.

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